
Proletari comunisti saluta con gioia e sostegno gli operai dell'Insee e i 5
che ne hanno costituito il reparto d'avanguardia in questa lotta di valore
per tutta la classe operaia a livello nazionale.
Una lotta difficile che ha richiesto coscienza di classe, spirito di
sacrificio e intelligenza politica e tattica, non certo usuali attualmente
nella maggior parte delle fabbriche del nostro paese.
Il valore di questa lotta va ben oltre i risultati concreti, come sempre
parziali e che richiedono ancora altre battaglie, perché è un segnale netto
e chiaro per la classe operaia e un messaggio, anche semplice e evidente,
per gli operai che si definiscono d'avanguardia sull'effettiva possibilità
che c'è di organizzarsi e lottare con la lotta nelle proprie mani per non
pagare la crisi dei padroni e non far passare i loro attacchi al posto di
lavoro, ma anche al salario, alla sicurezza sul posto di lavoro, ai loro
diritti.
Anche sul piano politico la lotta dell'Insee dà un contributo: quando gli
operai rompono il muro del silenzio intorno a sé influiscono nelle
contraddizioni della politica borghese. Questo è evidente per esempio per il
ruolo che hanno assunto Rai 3 e parte della stampa che per ragioni proprie
hanno aperto i loro schermi e le loro pagine a questa lotta dei lavoratori e
permesso che la lotta operaia entri nello scenario politico e il messaggio
di essa arrivi ben al di là della portata numerica e organizzata della lotta
stessa.
I riformisti ex parlamentari in tutte le loro varianti si sono buttati nel
sostegno a questa lotta e cercano di usarla per darsi una nuova credibilità
politica tra i lavoratori. Ma naturalmente nel cercare di fare questo
puntano sui quegli aspetti più compatibili con la loro politica, programma e
ideologia: la non violenza, contrapponendo ora sottilmente ora apertamente
questo tipo di lotta alle lotte "violente" per esempio degli operai in
Francia, il ruolo della Fiom, la funzione del loro sostegno, l'esistenza di
padroni "produttivi e buoni" rispetto a speculatori e padroni cattivi, le
soluzioni produttivistiche, "le politiche economiche dal basso", ecc.
Pensiamo che su questo gli operai d'avanguardia e Proletari comunisti
debbano dare battaglia come parte integrante del dar valore a questa lotta e
contribuire agli avanzamenti politici e sociali necessari alla nostra classe
in questa fase.
Proletari comunisti -
13.8.09
Proletari comunisti
VERONICA E IL MODERNO FASCISMO
La questione di questi giorni:
Berlusconi/Veronica Lario/Casoria sta mettendo in scena, pur se con forme
anche grottesche, un aspetto del moderno fascismo.Per questo nessuno, e
tanto meno chi è comunista, può starsene zitto.Parafrasando Marx, il
fascismo in Italia una prima volta si è presentato in "tragedia" ora si
presenta in "farsa".
Lo spirito e gli atteggiamenti fanatici, di servilismo cieco ma convinto e
militante verso l'"imperatore" degli esponenti e sostenitori del PdL, sordi
a qualsiasi ragionamento di buon senso - che appare nelle trasmissioni
televisive, dalle dichiarazioni sue e di parte dei giornali; l'uso delle
donne, come oche alla corte dell'imperatore, l'ideologia maschilista
ossessiva, l'idea di Berlusconi e della sua "corte" che lui può tutto e che
ciò che tocca, pur se è "merda", diventa per il fatto stesso che lo fa
Berlusconi legittimo e bello, stanno dimostrando anche questo.
La prostituzione a fini di carriera-spettacolo, o politico/elettorale che
viene praticata e legittimata; la pornografia dello spettacolo; una sorta di
rinnovato e moderno "ius prime noctis" per il piacere dell'imperatore;
vogliono dire cultura e pratica dello stupro, della pedofilia che vengono
rese legittime. Se tutto questo lo facesse una persona qualsiasi,
sicuramente rischia di essere arrestato, ma se lo fa Berlusconi è sinonimo
di un potere che è vicino alle masse...
La "politica" come abuso di potere, nelle forme usate da Berlusconi era
praticata anche ai tempi di Mussolini. Il potere viene usato per rendere
legittimo solo per sé ciò che è reato per gli altri. L'abuso del potere da
parte di Berlusconi, della sua carica istituzionale per imporre le veline e
i delinquenti nelle liste, per dispensare regali, per stravolgere le regole
politiche-elettorali, per viaggiare con i soldi dello Stato per incontrare
un "amico" già inquisito e partecipare ad una festa di 18enne; le vergognose
cose dette e fatte all'estero; l'uso personale dei mass media, ecc.ecc., non
sono cose "sbagliate", ma sono - come ha detto Veronica Lario - ciarpame
politico, l'aperta violazione delle leggi, lo stravolgimento delle regole di
uno Stato da parte di chi dovrebbe essere garante di quelle leggi e regole
equivale ad una sorta di colpo di Stato permanente, questo è fascismo -
nato dall'interno stesso delle istituzioni di democrazia borghese, usando
gli stessi strumenti della democrazia borghese. Un qualsiasi cittadino per
violazioni molto più lievi viene punito, ma nessun partito di opposizione o
presente alle elezioni lo chiede seriamente per Berlusconi: questa aperta
illegalità, non è nuova, anche se più andiamo avanti, peggio è. L'abbiamo
vista anche nel caso Englaro: masse fanatiche di cittadini organizzati da
partiti di governo, da esponenti istituzionali per impedire materialmente
l'applicazione di leggi, sentenze, che loro per primi dovrebbero applicare e
rispettare; lo vediamo nelle ronde organizzate dai sindaci contro gli
immigrati, nei medici che si rifiutano di applicare leggi ancora esistenti,
ecc. ecc..
Sulla vicenda Veronica Lario è la posizione della "opposizione " è partita
con la dichiarazione che si trattava di "un fatto privato...", (Franceschini:
"tra moglie e marito non metterci il dito"), è proseguita con con teatrino
dialettico dei talk show televisivi dimostrando di accettare il terreno
della corte dell'imperatore.
E le politiche di molte cosiddette
"femministe"? Nessuna parola, nessuna denuncia e indignazione; queste
"femministe" che alzano grandi grida di fronte anche ad una molestia
sessuale, ora che siamo di fronte a una violenza e molestia sessuale di
carattere istituzionale verso le donne, ad un uso da parte del potere delle
ragazzine come piacere dell'imperatore e dei suoi accoliti, invece di essere
disgustate, offese, arrabbiate per come un capo di governo può
"legittimamente" permettersi di infangare le donne, di sfruttare i loro
corpi, non gridano, né dicono niente in tutt'altre faccende affancendate.
Alcuni (ancora più stupidamente) dicono che è tutto un gioco delle parti,
che Veronica Lario "ci fa", quasi in accordo con Berlusconi. La realtà di
questi giorni ha ampiamente dimostrato la serietà e lil significato politico
delle dichiarazione di Veronica, e solo chi sta invischiato/a nello stesso
teatrino della politica, può non se ne rende conto. Chi sottovaluta le
verità (in un certo stesso "banali" nella loro evidenza) delle cose dette
dalla Lario, chi le riduce a querelle elettorali- patrimoniali di fatto dà
la stura alla tesi del "complotto" di Berlusconi.
Veronica Lario ha detto delle sacrosante verità. Ha fatto delle analisi e
denunce di fatti pubblici, niente affatto privati, ha mostrato che
"l'imperatore è nudo" e che non bisogna lasciarlo agire; che un paese non si
può lasciar governare da chi non "sta bene", da chi è fuori di testa (anche
la pazzia di Hitler, non dimentichiamocelo, fu una componente del nazismo);
Veronica Lario ha visto dall'interno il "nero" profondo dell'ideologia,
della prassi, l'abuso di potere di Berlusconi e e lo ha indicato
pubblicamente. Che finora anche lei facesse e fa parte di questo mondo che
cosa può importare? Non rende meno vere le cose dette;
Non lo ha fatto, tranne eccezioni giornalistiche invece, e non lo fa neanche
ora la cosiddetta sinistra elettorale che dovrebbe fare una normale
opposizione politica lì dove invece appare il moderno fascismo in azione che
chiede tutt'altro scontro, invece ne spiana la strada alla piena attuazione
Contro il potere di
Berlusconi espressione del moderno fascismo in formazione e in
trasformazione come regime che via via occupa e stravolge tutti i posti,
tutti i settori strutturali e sovrastrutturali della società, che usa il
potere per ottenere un consenso populista, serve l'opposizione politica
rivoluzionaria
Proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it 15.5.09
lotta e non il voto alla falsa opposizione
14-15 giornate di mobilitazione nazionale
SULLA SITUAZIONE ALL'AQUILA E IL G8
Gli
interventi del governo/Berlusconi e della protezione civile all'Aquila
mentre da un lato non stanno affatto risolvendo i gravi problemi di vita
quotidiana delle popolazioni terremotate, dall'altro stanno imponendo una
pesante pesante e invadente presenza di polizia, forze dell'ordine che
moltiplica al massimo le condizioni già inaccettabili di vita delle
popolazioni nei campi, che calpesta diritti e democrazia, e che ha come
naturale affiancamento la falsità delle notizie e il ruolo di servi dei mass
media, partiti e sindacati istituzionali; anche all'Aquila è in corso
d'opera un moderno fascismo che ha come centro il populismo osceno e
strumentale di Berlusconi.
La decisione di fare il G8 all'Aquila è pienamente interna a questa
situazione: è una vetrina per Berlusconi, è un uso da avvoltoi del dolore e
delle sofferenze della gente per far passare l'immagine dell'imperialismo/i
buono/i; è un modo per spostare l'attenzione sulle gravi
responsabilità/colpe, prima e dopo il terremoto, delle morti e dei disastri;
è soprattutto una provocazione inaccettabile. Una provocazione, per i soldi
che comunque si spenderanno, a fronte dell'elemosine che si vogliono
stanziare per la popolazione; una provocazione perchè le strutture del G8 si
costruiranno in pochissime settimane, mentre per le case delle popolazioni
passeranno anni; una provocazione perchè il G8 lo useranno per buttare fuori
dalle proprie zone le popolazioni. Per non parlare poi dell'enorme
potenziamento dello Stato di polizia che renderà la vita normale sempre più
impossibile.
Per questo IL G8 ALL'AQUILA AUMENTA, NON RIDUCE LE RAGIONI DI UNA FORTE
OPPOSIZIONE AL G8!
Doppiamente all'Aquila perchè non possiamo accettare che vengano messi
bellamente e tranquillamente in scena gli interessi dei potenti, dei
padroni, dei ricchi del mondo, nel momento in cui all'Aquila le persone non
sono morte per il terremoto ma per la logica e i profitti di questo sistema
capitalista. Anzi, dobbiamo noi usare la decisione del G8 all'Aquila per
rovesciargliela addosso; è un'occasione per coinvolgere direttamente la
popolazione, e soprattutto gli studenti, i lavoratori.Questa volta abbiamo
l'occasione che non dobbiamo noi andare dove stanno loro, ma che sono loro
che vengono in una realtà difficile: questo deve poter significare costruire
non solo UNA manifestazione, ma tante proteste, tante iniziative per
"rovinare loro la festa", e senza aspettare luglio. Siamo pertanto
nettamente contrari, e riteniamo profondamente opportuniste, offensive verso
le popolazioni abruzzesi e oggettivamente complici dei potenti del G8, tutte
le posizioni nella sinistra, nel movimento che di fatto stanno già
accettando di moderare l'opposizione al G8 all'Aquila, facendo di fatto
propria la logica populista del governo verso la gente terremotata., non
convocando una manifestazione - corteo -blocco contro il G8 dell'Aquila Non
pensiamo affatto, chiaramente, che la situazione tra la gente terremotata
sia facile e che non ci siano settori della popolazione che vedono il G8
come un'opportunità - ma qui noi dobbiamo distinguere (parlare di
popolazione è ancora troppo generico, tra la gente vi sono i politici
locali, vi sono le classi), noi guardiamo agli studenti, ai lavoratori, agli
immigrati, alle donne che più subiscono le pesanti condizioni di esistenza
nei campi; nello stesso tempo la situazione attuale fa emergere nuove
contraddizioni tra popolazione e governo/Stato che possiamo utilizzare.
Ora pensiamo che le due cose piu' importanti siano: la controinformazione
sia sul piano nazionale sia in Abruzzo sulla vera situazione; l'inchiesta
diretta tra gli studenti, i lavoratori, le donne, ecc. dei campi per
organizzare le forze disponibiliper questo Proletari Comunisti organizza un
gruppo di inchiesta e intervento e propone a tutte le forze che si ritrovano
sulla linea " un'altra opposizione al G8 è possibile" a dirlo chiaramente e
costruire una riunione
nazionale allo scopo.
Proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it 15.5.09
sti